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L’anatomia e la fisiologia della pelle

Tempo di lettura 5 minuto



Una breve panoramica sulla scienza alla base della vostra pelle può aiutarvi a capire meglio il suo comportamento per adattarsi ai cambiamenti e ristabilire l’equilibrio quando necessario. E se, durante gli anni di scuola, saltavate l’ora di biologia per quella di storia (o per una sigaretta in cortile), non abbiate paura: vi abbiamo risparmiato le informazioni superflue e abbiamo tenuto solo lo stretto necessario relativo alla cura della pelle.

Questo articolo rivolge uno sguardo più approfondito alle strutture chiave dell’organo più grande del nostro corpo, al suo ruolo e ai suoi processi.





Gli strati della pelle


La vostra pelle è composta da tre strati primari. L’ipoderma, anche conosciuto come tessuto subcutaneo, è il più profondo di queste sezioni: uno strato di tessuto grasso che serve a isolare il corpo dalle temperature estreme e a incamerare energia. (Infatti il tessuto subcutaneo contiene metà del grasso presente nel corpo). Questo strato, inoltre, contiene tessuto connettivo libero, che lo aiuta ad attaccarsi ai muscoli e alle ossa sottostanti.

La strato centrale è conosciuto come derma ed è costituito in gran parte da tessuto connettivo denso che fornisce una struttura. Esso contiene inoltre ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare, follicoli piliferi, nervi e vasi sanguigni. Il derma contiene una proteina chiamata collagene, che aiuta a donare alla pelle la sua flessibilità e resilienza.

L’epidermide è lo strato più esterno della pelle e il più sottile dei tre. Oltre a regolare la perdita d’acqua transepidermica, illustrata di seguito, il suo ruolo come barriera aiuta a schermare il corpo dal caldo e dal freddo, dalle radiazioni ultraviolette, dall’inquinamento e da microorganismi patogeni che potrebbero causare malattie e infezioni.



The epidermis is said to be ‘thin’, but varies in thickness according to the degree of protection required by a given body part—think of the skin on the palms of the hand or soles of the feet, for example, compared to the skin of the eyelids or lips.





L’epidermide: un approfondimento


L’epidermide è lo strato più sottile, ma esistono variazioni di spessore a seconda del grado di protezione richiesto da ogni parte del corpo: pensate allo strato più spesso della pelle dei palmi delle mani o delle piante dei piedi, per esempio, se messe a confronto con la pelle del contorno occhi o delle labbra.

Lo strato corneo

Come barriera primaria della pelle, lo strato corneo è composto da corneociti (cellule morte e piatte, formate in gran parte dalla proteina cheratina) posti in una matrice lipidica. L’immagine di un muro di mattoni può aiutare a visualizzare la sua struttura: immaginate i corneociti come dei mattoni e i lipidi come la malta. Questa disposizione dona alla strato corneo le sue notevoli proprietà protettive.

Le cellule, formate nello strato più profondo dell’epidermide, viaggiano verso l’alto, o l’esterno, fino a raggiungere lo strato corneo. Qui le cellule morte mutano o vengono cambiate in un processo chiamato desquamazione.

Il film idrolipidico

Composto da acqua, sudore e sebo ricco di lipidi, il film idrolipidico agisce come barriera esterna. Sebbene non sia visibile a occhio nudo, esso ricopre l’intera superficie della pelle, come una sorta di assicurazione per lo strato corneo, proteggendolo dai batteri e dalle sostanze esogene. Ha inoltre la funzione di mantenere l’elasticità della pelle, idratandola continuamente.

Il film idrolipidico può essere influenzato dal processo di invecchiamento biologico o dall’eccessiva detersione. Al contrario, mantenere questo stato in salute aiuta a ridurre la perdita d’acqua transepidermica e a migliorare i livelli di idratazione generale della pelle.



“Idratato” e “umettato” sono spesso considerati sinonimi, ma in realtà nel contesto della cura del viso, l’idratazione descrive la presenza di acqua nella pelle, mentre la parola umidità descrive l'abilità della pelle di trattenere le molecole dell’acqua.



Perdita d’acqua transepidermica


La nostra pelle è composta per più del 70 per cento di acqua, un numero che fa pensare a un’elevata idratazione. Tuttavia, il corpo perde di continuo umidità attraverso la perdita d’acqua transepidermica (TEWL), che indica l’evaporazione dell’acqua dalla superficie della pelle.

Questo è un processo naturalmente regolato dal corpo. Nonostante ciò, può essere influenzato da fattori ambientali e biologici, abitudini di cura della pelle e alimentari, il che spiega perché la secchezza e la disidratazione della pelle siano problematiche così comuni.

Prevenire la perdita di umidità

Gli ambienti a bassa umidità o l’eccessiva detersione possono portare a una pelle secca, squamosa, non uniforme o spenta, oppure a fastidiose sensazioni di rigidità o prurito.

Nel caso in cui queste caratteristiche siano il risultato della disidratazione, consigliamo un duplice approccio. Formulazioni ricche di ingredienti umettanti (che apportano acqua alla superficie della pelle) e lenitivi (che supportano la funzione di barriera, aiutando a evitare la perdita di umidità) possono contribuire a mantenere la pelle morbida e a ristabilire l’idratazione. Un abbondante consumo giornaliero di acqua completerà questo approccio topico. Infine, si raccomanda una dieta ricca di acidi grassi Omega-3 per rimpolpare il livello di umidità dall’interno, scegliendo cibi come avocado, noci, semi di lino e pesci grassi come sgombro, salmone e aringa. Gli acidi grassi Omega-3 sono raccomandati per rimpolpare il livello di umidità dall’interno, scegliendo cibi come avocado, noci, semi di lino e pesci grassi come sgombro, salmone e aringa.



‘Forget not that the earth delights to feel your bare feet and the winds long to play with your hair.’

Kahlil Gibran



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